“Aspettando CombinAzioni” apre i battenti al Cineluna con il film “Rwanda”

Al via la serie di proiezioni che anticipa la quinta edizione di “CombinAzioni Festival”, organizzato dall’Associazione Levi Alumni, che animerà la città di Montebelluna (TV), durante la stagione estiva. Ad aprire la rassegna, mercoledì 12 giugno 2019, il film “Rwanda”.

#ValdoTv #Montebelluna È iniziata, mercoledì 12 giugno, al Parco Manin di Montebelluna, la rassegna estiva “Aspettando CombinAzioni“.

Si tratta di una serie di proiezioni cinematografiche, organizzate dall’Associazione “Levi Alumni”, gruppo di giovani del territorio, in collaborazione con il Cinema Italia Eden e il MoFFe – Monnezza Film Festival. Delle tre in programma,  la prima pellicola presentata al pubblico è stata prodotta nel 2018, con la regia di Riccardo Salvetti, da un’idea teatrale degli attori forlivesi Marco Cortesi e Mara Moschini.

“Rwanda”, questo il titolo del fim, ripropone la vicenda del genocidio avvenuto nell’omonimo stato africano nel 1994. Secondo le stime, si tratta di uno degli episodi più sanguinosi e atroci del XX secolo. Una vicenda vista dagli occhi di due persone, interpretate da Marco Cortesi e Mara Moschini, appartenenti a gruppi etnici diversi e in contrasto tra loro, almeno in apparenza: l’uno Hutu, Augustine, e l’altra Tutsi, Cecile. 
In una serata appena accennata dal maltempo, ma dalle  calde temperature (tipiche di fine primavera), prima della proiezione, abbiamo parlato con i protagonisti del film.

Francesca Cinel: Come nasce il film “Rwanda”?

Marco Cortesi: Abbiamo replicato lo spettacolo teatrale molte volte, per circa 4 anni. Poi, ad un certo punto, abbiamo incontrato quello che sarebbe diventato il futuro regista, Riccardo Salvetti, e il produttore, Massimo Gardini. Tutti giovani, no? E forse questa è stata la cosa più bella: che avevano l’audacia e anche la follia di crederci davvero. E così, abbiamo cominciato a cercare degli sponsor, degli aiuti; alla fine, dopo circa un annetto di preparazione, siamo riusciti a partire. Il film ha richiesto un anno e mezzo per essere realizzato, più che altro perché dovevamo attendere l’estate per simulare l’Africa. Abbiamo trovato scenari che erano molto simili a quelli delle paludi ruandesi, ma ovviamente dovevamo aspettare che fosse pieno agosto, con il canneto secco, quando, con un po’ di color correction, davvero dici “wow, questo potrebbe essere davvero uno scenario africano!”. Poi, ovviamente, il film racconta questa storia vera di coraggio, duFecidio. Questo è, un po’, il tema.

F. Cinel: Passaggio dal teatro al cinema. Avete partecipato al “Festival di Venezia”, avete vinto un ECU Festival a Parigi…

Mara Moschini: Com’è stato il passaggio dallo spettacolo al film? In realtà… conoscevamo così tanto bene la storia che non è stato complesso; anzi, recitare nel film si è rivelato molto spontaneo e naturale. La cosa bella, però, che è cambiata, è che invece di essere in due, eravamo in 400 – 450, perché avevamo 30 membri di troupe, 20 membri nel cast e tantissime, tantissime, tantissime comparse! Insieme a tutte le persone che, comunque, ci hanno aiutato a realizzare il progetto. Quindi, ecco, questo mi è piaciuto tantissimo: la natura sociale del film! La collaborazione… Sì, ha reso tutto speciale; e lo vediamo anche nella risposta che poi il film ha avuto nel pubblico, perché partecipano sempre molte persone. È un film di tutti, non solo il nostro film.”

F. Cinel: A parte l’intervista, mi piace vedere come la gente si approcci a voi, in maniera così “propositiva”…

M. Moschini: Sì, secondo me è un po’ per il discorso di prima. Noi non siamo mai da soli e lo sappiamo bene. Lo manifestiamo e, quindi, la gente sa di essere parte del progetto. Degli spettacoli, di tutto quello che accade intorno a noi. È come se si fosse creata una grande famiglia che si ritrova, una volta a Treviso, una volta a Montebelluna. Un po’ sparsa per il mondo… per il mondo ancora forse no, ma per l’Italia sicuramente sì; abbiamo un sacco di persone che ci seguono. Ma no, non mi piace dire “che ci seguono”, piuttosto che stanno con noi.

F. Cinel: Prossimi appuntamenti in programma?                                   

M. Cortesi: Allora. Il film è questa sera a Firenze, ad un festival molto bello, “African diaspora Cinema Festival”; voluto proprio da cittadini africani. È una cosa che ci onora molto, il fatto che siano comunità africane in Italia a richiedere il film, come rappresentativo della diaspora africana e dei vari flussi migratori, dal centro Africa verso varie zone del mondo. E tutto partì un po’ nel ’94 con il genocidio, col Rwanda… Poi, per il resto, aspetta.. Questa settimana dov’è ancora il film? Fra qualche giorno a Los Angeles, poi a Ischia,  al “Roma African Film Festival”, un altro festival molto importante, sempre con africani e italiani, alla Casina del Cinema di Donatello, cioè proprio dove si fanno anche i David di Donatello; e poi, che altro? Saremo in Sud Africa, molto presto. Dai, è bello! Questa dimensione internazionale non ce la saremo aspettata, anche perché… Sai, nessuno veramente è profeta in patria! Tu fai un film in Italia, e per il tuo concittadino, magari, è una cosa già vista… E, stranamente, sono stati proprio gli altri Paesi a dare un grande risalto a “Rwanda”, e questo ci ha fatto tanto piacere, ecco.

F. Cinel: Ho sentito “voci” generiche: ci sarà anche un altro film?

M. Cortesi: Sì! Ma altro che generiche! Sono voci che ormai sono diventate uno spam; perché siamo noi a spammare, eh? In pratica, come “Rwanda” è diventato un film, noi abbiamo fatto uno spettacolo sul Muro di Berlino; e vorremo fare in modo che anche “Il Muro” diventasse… Ecco, in questo caso non sarà proprio un film di fiction, come questo, ma un documentario. Stiamo cercando sponsor, supporter, partner tecnici, eccetera, per riuscire a realizzare anche questo progetto, non destinato principalmente al cinema, ma alla televisione. Dato che il 9 novembre di quest’anno, 2019, sono trent’ anni effettivi dalla caduta del Muro di Berlino. Guarda: se tu digiti “il muro”, vedrai che, fino ad oggi, Google ci dà come primo risultato, più che altro perché abbiamo rotto le scatole a chiunque, e quindi la gente ci odia anche per questo (ride).

F. Cinel: Ultima domanda, e poi vi lascio liberi: a entrambi, un “consiglio” per venire a vedere “Rwanda”.

M. Moschini: Perché venire a vedere “Rwanda”? Perché attraverso una storia del passato, raccontiamo il presente.

M. Cortesi: È una storia impressionantemente attuale, ahimè; molto molto attuale, dove le similitudini con la nostra situazione contingente socio-politica sono inquietantemente vicine. Un Paese dove si stava bene, così bene da essere definito “la Svizzera d’Africa” nel ’93, e dove, poi, le cose hanno cominciato ad andare male, dal punto di vista economico. “La gente è povera, potrebbe essere più ricca, non riesce bene ad arrivare alla fine del mese”. E improvvisamente la colpa è dell’altro, del diverso, dello straniero. È solo che hanno deciso di fare davvero quello che di solito sentiamo tante volte, anche, che ne so, in giro, per le strade: “io li ammazzerei tutti”. Ecco, in Rwanda lo hanno fatto davvero. E voi vedrete, nel film, esattamente come sono andate le cose. È una storia, però, in questa trama così apocalittica, raccontata dalla parte dei “buoni”, cioè di coloro che fecero la scelta giusta, in uno scenario di miseria e di disumanità. Un ragazzo e una ragazza, che salveranno un sacco di vite, rischiando la loro. Pensate, è una storia vera, raccolta sul campo, e trasformata in un film.

F. Cinel: Tanto lavoro dietro, anche di ricerca…

M. Moschini: Tutto è nato ancora prima con lo spettacolo teatrale, poi con il film. Sì, il lavoro di anni, però siamo molto contenti del risultato. Aggiungo semplicemente che è una storia che parla sia di bianchi che di neri. Vedete il bianco e il nero che stanno assieme. Ecco, c’è della storia del Rwanda che è parte anche della nostra storia e questo penso che sia il messaggio più importante, il messaggio che arriva alla fine: siamo tutti esseri umani, indipendentemente dal colore della nostra pelle.

(Silenzio per alcuni secondi)

M. Cortesi: Esatto! (esclama, concludendo la nostra intervista) 

Informazioni su Marco e Mara
– http://www.marco-cortesi.com/
– info@marco-cortesi.com

La rassegna anticipa il Festival CombinAzioni, che si terrà a Montebelluna dal 13 al 22 settembre. 

Per informazioni sui prossimi appuntamenti: CombinAzioni Festival

Articolo a cura di: Francesca Cinel e Sofia Facchin


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