Prosegue “Vivi la Piazza”

Prosegue il cammino di partecipazione della cittadinanza promosso dall’amministrazione comunale di Valdobbiadene per la realizzazione della nuova viabilità ed in particolare della piazza del paese.

Sabato 20 Ottobre dalle 8:45, nella sala congressi di Villa dei Cedri a Valdobbiadene, si svolge “Vivi la Piazza – futuro al centro” un laboratorio “Open Space Tecnology” aperto a tutta la cittadinanza.

Cos’è l’Open Space Technology?

L’Open Space Technology (OST) nasce dall’intuizione di un antropologo, Harrison Owen, che nell’organizzazione di una conferenza internazionale notò che le idee più innovative e rilevanti non fossero emerse durante i lavori della conferenza bensì nei coffee break. La motivazione è semplice, nei coffee break le persone parlano di ciò che interessa con chi condivide quegli interessi. Ecco che lo spirito di quel momento informale entra dentro l’OST.
L’OST è una metodologia che consente di creare le condizioni per una partecipazione aperta al confronto ed all’innovazione. È uno strumento di apprendimento informale che agevola la circolazione di informazioni, conoscenze, esperienze ed innovazioni.

Perchè un OST?

L’OST aumenta la capacità dei singoli individui e gruppi di persone di rispondere a determinate tematiche, rafforzando i legami tra i partecipanti, promuovendo l’apprendimento continuo e la collaborazione nella ricerca di soluzioni ai problemi.
I partecipanti sono liberi di discutere, rispetto al tema scelto, gli argomenti che ritengono più interessanti con le persone che condividono quegli interessi autogestendosi nella discussione.

Come si svolge?

La modalità scelta da Valdobbiadene per L’OST sarà la seguente:
La prima parte della mattinata sarà dedicata ad una descrizione del percorso partecipativo a cui seguirà la presentazione delle tematiche proposte dai partecipanti (mercato delle idee). Questa prima parte ci permetterà di co-costruire il programma della giornata.
A villa dei Cedri saranno allestiti 6 spazi e la giornata sarà suddivisa in 4 sessioni.
Quindi è possibile sviluppare fino a 6×4 = 24 tematiche.
Tutte le altre saranno comunque registrate.
La discussione potrà essere approfondita anche in più di una sessione magari con due livelli di approfondimento del tema, il primo più generale e il secondo comprendente anche delle soluzioni applicative.Gli interventi dei partecipanti al tavolo saranno registrati su cartelloni che poi costituiranno la base per il report finale.
In ogni tavolo il proponente può essere anche il verbalizzatore che ha il compito di dare la parola a tutti e di raccogliere le informazioni nel modo più imparziale possibile. Se tutti sono d’accordo, può essere nominato anche un verbalizzatore diverso dal proponente.
Tra le diverse sessioni di discussione vi sarà un buffet sempre attivo. Alle ore 13,00 è prevista una pausa pranzo prodotto dai ragazzi della scuola alberghiera.
Anche la pausa pranzo ha lo scopo di promuovere ed ampliare lo scambio di opinioni tra i partecipanti. Al termine di ogni sessione chi ha finito il report dell’attività svolta nel gruppo la stampa e la appende in modo che tutti possano leggere subito i primi risultati.

Quali saranno i risultati?

L’ambizione, utilizzando un OST, è quella di trasformare un incontro in uno spazio di creatività ed innovazione in cui le proposte dei singoli partecipanti possano essere arricchite dai contributi degli altri.
I vari report dei tavoli verranno raccolti ed elaborati in un instant report della giornata che verrà inviato via mail a tutti i partecipanti nei giorni successivi.
I lavori terminano con una sessione plenaria in cui tutti i partecipanti hanno modo di commentare i risultati raggiunti.

Ci sono delle regole?

Solo quattro principi ed una legge guidano un OST:
1-Chiunque venga è la persona giusta.
2-Qualsiasi cosa accada è l’unica che poteva accadere.
3-In qualsiasi momento cominci, è il momento giusto.
4-Quando è finita, è finita.

La legge dei due piedi:

Ogni partecipante ha due piedi, e deve essere pronto ad usarli.
Se, in qualsiasi momento dei lavori, un partecipante non si sente a proprio agio nel tavolo in cui si trova, perché non riesce a dare il proprio contributo come vorrebbe, deve essere libero di spostarsi in un altro tavolo.

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