Un defibrillatore per la popolazione di Arquata del Tronto

Primo strumento del futuro poliambulatorio che, anche grazie ad una cordata di solidarietà trevigiana e veneta, diventerà il punto di riferimento per chi ha perso tutto con il terremoto. L’ha donato la Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier al presidente dell’Avis provinciale di Ascoli Piceno, Berardino Lauretani, giunto nella Marca con una delegazione di altri rappresentanti associativi.

L’incontro è servito a presentare il progetto del futuro poliambulatorio a cui Casa di Cura, Avis Veneto e Avis Marche stanno contribuendo insieme tramite raccolte fondi, in particolare tramite una parte dei proventi di mammografie e di esami diagnostici effettuati durante i mesi di prevenzione del tumore al seno presso la clinica “Giovanni XXIII” di Monastier. Come Ottobre Rosa, appena conclusosi.

“La struttura, che sarà antisismica, ad un solo piano e composta di quattro stanze, sorgerà in una zona dove, a parte qualche modulo abitativo, non c’è nulla – ha spiegato Lauretani sottolineando che, a parte la rimozione delle macerie, là la situazione è abbastanza invariata rispetto ad agosto del 2016 – L’idea di realizzare il poliambulatorio c’era già prima del terremoto, perché per visite e cure le persone dovevano andare fino ad Ascoli o ad Amatrice. Arquata è un paese logisticamente scomodo, fatto di tanti borghi. Dopo il terremoto, tutto si è complicato”. All’instancabile medico di base, Italo Paolini, chiamato anche “il medico del terremoto” per il grande prodigarsi da subito con un ambulatorio provvisorio nella tendopoli, è già stato consegnato il defibrillatore “trevigiano”. Il poliambulatorio sarà punto di riferimento per migliaia di persone, tra abitanti e turisti che stanno tornando a visitare i parchi della zona, in particolare quello dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga. “Poliambulatorio che in pratica sosterrà l’economia turistica della zona, duramente colpita – ha sottolineato anche Massimo Lauri, presidente dell’Avis Marche che sta coordinando la raccolta fondi.

Durante l’incontro a Monastier, l’amministratore delegato della Casa di Cura “Giovanni XXIII”  Gabriele Geretto si è detto disponibile ad offrire anche una poltrona per cure dentistiche, strumenti per indagini cardiologiche e l’arredamento di almeno una delle quattro stanze del poliambulatorio. “Ringraziamo l’Avis per l’intenso lavoro di sinergia che sta portando avanti per aiutare le famiglie duramente colpite dal terremoto e per averci reso partecipi delle loro iniziative – ha detto Geretto – Quando siamo venuti a conoscenza della situazione in cui si trova la popolazione di Arquata del Tronto abbiamo capito che non potevamo solo stare a guardare. E’ dovere di chi sta bene aiutare chi sta peggio. Da anni operiamo, anche con alcuni nostri medici, in Sierra Leone a favore dei bambini orfani. Ora che c’è bisogno di aiuto anche in Italia, non possiamo tirarci indietro”.

Per Avis regionale era presente all’incontro il presidente Giorgio Brunello, con Vanda Pradal e Bernardino Spaliviero per Avis provinciale Treviso e Gino Foffano, consigliere trevigiano di Avis nazionale.

Fonte: AVIS Veneto

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