Dieci anni di “Uniformi nel donare” Straordinaria partecipazione di tutte le “divise” della Marca

Dieci anni di “Uniformi nel donare”

Straordinaria partecipazione di tutte le “divise” della Marca

E per la prima volta “accorre” anche l’Esercito

Da dieci anni accanto all’Avis provinciale e ai malati. Sempre di più, senza distinzione alcuna di gradi, divise e stellette.

Non poteva esserci partecipazione migliore, stamattina, alla nuova edizione di “Uniformi nel donare”, la giornata della donazione di sangue delle Forze Armate e dell’Ordine, nata a Treviso nel 2007 in collaborazione con Avis provinciale e Ulss 2.

78 tra uomini e donne, il doppio di tutte le altre edizioni, ha aderito al decennale dell’iniziativa, con ben 46 persone che vi si sono avvicinate per la prima volta, sottoponendosi all’iter per l’idoneità. Un’edizione che sarà ricordata anche per la presenza dell’Esercito, con i suoi tanti militari per la prima volta stesi sui lettini a braccio scoperto.

Una risposta incredibile che conferma la sensibilità e l’altruismo di tutte le Forze dell’Ordine, che oltre a vigilare e rischiare la propria vita ogni giorno per la sicurezza dei cittadini, si spendono in prima persona anche per i malati – spiega entusiasta la presidente di Avis provinciale, Vanda Pradaloggi tutti insieme, nei prossimi mesi in silenzio, senza clamori ma con costanza, com’è nel loro stile. E’ un esempio di senso civico molto forte quello che lanciano alla popolazione”.

Per l’Ulss 2 era presente il direttore generale, Francesco Benazzi: “Un momento importante è quello a cui oggi abbiamo assistito ancora una volta. Gli uomini e le donne delle Forze armate e di Polizia che ogni giorno sono al fianco dei cittadini nel loro compito d’istituto, hanno dimostrato di essere a fianco anche nella solidarietà e nell’impegno sociale. – ha detto – Un ulteriore merito che si aggiunge ai tanti che già hanno. Un segno di forte sensibilità in un campo come quello della donazione del sangue che già contraddistingue la nostra regione che non solo è autosufficiente ma anche rifornisce di sangue altre zone del paese, specie in questo momento in cui c’è particolare bisogno di sangue. Non dimentichiamo che con l’arrivo dello Iov a Castelfranco nella nostra provincia la richiesta sarà maggiore.”

Al Centro trasfusionale dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso sono giunti agenti di Polizia di Stato, Penitenziaria, Provinciale e Locale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, militari dell’Aeronautica e dell’Esercito. Ad accoglierli, tra gli altri, il primario del Trasfusionale, dott. Andrea Frigato.

Partita nel 2007 sotto il patrocinio del questore di Treviso, da un’idea del dott. Claudio Di Paola, la particolare campagna di sensibilizzazione al dono del sangue non ha uguali né in Veneto né in Italia. E risultati significativi. Nonostante i continui trasferimenti e cambi d’incarico tipici di chi svolge questo mestiere, i donatori in divisa in provincia di Treviso sono sempre circa 600, con il 5% di donne. In percentuale, i tutori della pubblica sicurezza mantengono un buon 2% sul totale dei donatori (quasi 33 mila) della Marca trevigiana che è tra le province più generose del Veneto, anche con cessioni fuori provincia e regione.

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