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L’azienda agricola Ponte Vecchio di Vidor, esempio delle imprese virtuose

L’azienda agricola Ponte Vecchio di Vidor è stata scelta, insieme ad un’azienda inglese, come esempio delle imprese virtuose che utilizzano nel modo migliore i fondi europei. Ieri Fabio Curto, titolare dell’azienda e vicepresidente di Confagricoltura Treviso, è volato a Bruxelles a raccontare la sua stalla interamente robotizzata, prima in Italia. Ad applaudirlo anche Il Consiglio europeo dei giovani agricoltori e il commissario europeo all’agricoltura, Phil Hogan, che ha sottolineato la capacità di questa azienda di saper coniugare ricambio generazionale e innovazione. Grande orgoglio per le nostre aziende agricole, sempre all’avanguardia.

«Davanti al commissario e ai giovani abbiamo raccontato la nostra esperienza», racconta Curto, «che sposando innovazione e tradizione è riuscita a dare una svolta all’attività di famiglia. Siamo orgogliosi che i nostri sforzi siano stati apprezzati. Abbiamo fatto scelte difficili, come quella di recuperare Malga Mariech, quando nessuno ci credeva. Ora abbiamo portato la robotizzazione nell’allevamento e i vantaggi sono molteplici nel miglioramento della qualità del lavoro, nell’efficienza dei sistemi di lavoro, nell’aumento della produttività. L’allevatore controlla che tutto funzioni e interpreta la mole di dati che questi macchinari riescono a fornirci: le sue capacità e la professionalità vengono esaltate dalla stalla robotizzata».

«I miei più sentiti complimenti a questa stalla trevigiana che mi rende orgoglioso, ancora una volta, del nostro comparto agricolo veneto – ha scritto l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan Fabio Curto rappresenta uno di quei giovani che hanno scelto di proseguire l’attività di famiglia mantenendo la tradizione ma, nello stesso tempo, trasformando l’azienda in una realtà evoluta e tecnologicamente all’avanguardia. Questo ragazzo ha saputo cogliere nel modo migliore possibile le opportunità offerte dai fondi comunitari per i giovani imprenditori agricoli, che rappresentano il futuro dell’agricoltura. Per questo motivo la volontà della Regione è quella di continuare a sostenerli. A tal proposito ricordo che abbiamo messo a bando, lo scorso dicembre, 15 milioni di euro a sostegno del primo insediamento».

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