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Cresce la povertà in Italia, l’appello del card. Bagnasco

Aumentano i dati sulla povertà: sempre più famiglie italiane versano in una condizione di estrema indigenza economica. A essere più esposte sono le giovani generazioni e le famiglie numerose.

L’ultimo appello lo ha lanciato il card. Bagnasco martedì in una insolitamente breve Prolusione al Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana: “stentiamo a capire come mai tutti i provvedimenti a favore della famiglia – che potrebbero non solo alleviare le sofferenze, ma anche aiutare il Paese a ripartire – facciano così tanta fatica a essere realmente presi in carico e portati a effettivo compimento.

Per questo sembra necessario prestare la massima attenzione alla legge delega di introduzione del Reddito d’Inclusione (REI) e alla predisposizione del Piano nazionale contro la povertà. La crisi economica continua a pesare in maniera significativa sulla nostra gente, specialmente sui giovani e sul Meridione“.

L’allarme è partito il 9 novembre scorso, quando il presidente ISTAT Stefano Alleva ha presentato, di fronte all’11a commissione Lavoro e affari sociali in Senato, una relazione sui dati del 2015:

1 milione 582 mila famiglie residenti in Italia (circa il 6% del totale) sono stimate in condizione di povertà assoluta attraverso l’indagine sulle spese per consumi: si tratta di 4 milioni e 598 mila individui, il 7,6% dell’intera popolazione. […] Il fenomeno appare più diffuso nel Mezzogiorno, dove si stima essere in condizioni di povertà il 9,1% delle famiglie residenti nell’area (circa 744 mila famiglie). In queste famiglie vivono oltre 2 milioni di individui poveri: più del 45% del totale dei poveri assoluti in Italia. In Italia, livelli elevati di povertà assoluta si osservano anche per le famiglie con cinque o più componenti (17,2%), tra le coppie con tre o più figli (13,3%), e per le famiglie con membri aggregati (13,6%); l’incidenza sale a oltre il 18% se in famiglia ci sono almeno tre figli minori mentre scende sensibilmente nelle famiglie di e con anziani: la stima è del 3,4% tra le famiglie con almeno due anziani“.

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