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Derivati, via il giogo Ora Valdobbiadene si libera dei debiti

 Lo strumento finanziario è costato 700 mila euro in 2 anni Piano transattivo definito: la banca restituisce 221 mila euro 

VALDOBBIADENE. I derivati ritornano là dove tutto ebbe inizio più di dieci anni fa. Domani alle 19 il consiglio comunale prima e la giunta poi andranno ad approvare l’atto transattivo che chiuderà definitivamente una questione annosa, quella legata ai derivati. Una autentica spina nel fianco per il sindaco di Valdobbiadene che sente finalmente di essersi tolto un fardello pesantissimo dalle spalle: «D’ora in avanti – dice – potremmo guardare al futuro con maggiore serenità».

E in effetti già all’indomani del suo insediamento, tre anni fa, l’amministrazione Fregonese aveva dovuto fare i conti con gli strumenti derivati, il cui spettro sinistro era aleggiato per tutta la campagna elettorale. Si trattava di decidere quale strada imboccare: se procedere per via giudiziaria o mediante transazione. «Dopo una attenta analisi – dichiara il sindaco – e grazie all’impegno diretto e costante dell’assessore al bilancio, Maria Chiara Geronazzo, e del vicesindaco Pierantonio Geronazzo (la prima commercialista, il secondo avvocato) e con il sostegno di tutta la maggioranza abbiamo optato per l’ultima soluzione, incaricando lo studio legale Fabiani di Como». Va detto che gli swap erano due, ma il secondo, quello sottoscritto nel 2006 in scadenza nel 2024, non crea particolari problemi essendo a flusso costante. Diversa faccenda per il derivato del 2005 (chiuso al 31 dicembre 2016) che aveva una differenza “dare-avere” di 62 mila euro a carico dell’ente pubblico e che ha comportato per il Comune un esborso, in soli due anni, di quasi 700 mila euro (161mila nel 2015 e 525 mila nel 2016) con le conseguiti ricadute sui bilanci. «Lo swap – ha sottolineato l’assessore Maria Chiara Geronazzo – presentava un piano di ammortamento a rate leggermente crescenti fino al 2014 per poi subire un’impennata negli ultimi due anni, cosa che ha creato grosse difficoltà nella gestione della parte corrente dei relativi bilanci».

I bruschi rialzi hanno avuto effetti immediati su: personale, riscaldamento, manutenzioni, contributi alle scuole e alle associazioni. «Il bilancio pubblico – aggiunge Luciano Fregonese – non è più legato ai vincoli del patto di stabilità ma al pareggio di bilancio, ragion per cui non è possibile avere disavanzi, pena il dissesto e il commissariamento. Per questo, oltre ad aver contestato il differenziale di 62 mila euro, abbiamo confutato l’impennata che ha messo in ginocchio il Comune». La transazione ha permesso di arrivare a 221.500 euro, cifra che comprende le spese legali e che dovrà essere versata da Banca Intesa San Paolo. «Il peso del derivato, per come era strutturato, ha creato grossi problemi all’amministrazione», rincara il sindaco. Il gruppo di maggioranza aveva subito escluso una rinegoziazione dei derivati, (per non spostare il problema nel tempo, era stato detto) preferendo una spending review o per dirla in altri termini, tirando la cinghia. Ciò ha comportato: un assessore in meno (circa 21mila euro l’anno) e niente cellulari né rimborsi alla giunta. Risparmio totale: 40 mila euro. Per questo mandato il sindaco promette che continuerà a tenere «la corda tesa», per il prossimo «si vedrà». “Siamo orgogliosi – conclude l’assessore Geronazzo – di essere riusciti a fare tutto quello che doveva essere fatto, garantendo i servizi, dal sociale all’istruzione, e dando pure avvio all’impegnativo intervento di messa in sicurezza della “Reatto”. Siamo stati costretti a ridurre le manutenzioni stradali che però partiranno quest’anno».

Articolo a cura di Adriana Rasera

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