Il Liceo Veronese vince il premio scuole del Festival Nazionale dell’Economia Civile

Premiato a Firenze il progetto della 4A nato in collaborazione con Levi Alumni e NeXt Nuova economia per tutti

#Montebelluna – Sabato 30 marzo nella meravigliosa cornice di Palazzo vecchio a Firenze il nome del Liceo “Angela Veronese” di Montebelluna è risuonato fra le quattro scuole vincitrici del premio nazionale “Prepararsi al futuro“, nato con l’obiettivo di stimolare l’ideazione e la sperimentazione di proposte progettuali di economia civile e di partecipazione dei giovani all’interno delle scuole e delle proprie comunità locali. La partecipazione al premio è seguita ad un percorso di educazione alla responsabilità e all’innovazione sociale nell’ambito dell’economia civile, proposto alla scuola dall’associazione Levi Alumni e organizzato dall’associazione di promozione sociale NeXt Nuova economia per tutti, che opera a livello nazionale.

A vincere il concorso è stata la classe 4A dell’indirizzo Scienze Umane dell’istituto montebellunese, a pari merito con l’IIS Garibaldi di Macerata, l’ITI Hensemberger di Monza e l’istituto Balducci di Pontassieve. Così quindici studentesse del “Veronese”, accompagnate dalle insegnanti Piera Boscarini e Francesca Melinato, sono andate a Firenze al Festival Nazionale dell’Economia Civile, progettato da NeXt (Nuova Economia per Tutti) e SEC (Scuola di Economia Civile) con il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana, per presentare il progetto nel prestigioso Salone dei Cinquecento, di fronte a oltre 350 persone presenti. La premiazione è stata fatta da Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo settore e vicepresidente di Confcooperative.

Non solo il pubblico, ma anche l’organizzazione del Festival ha apprezzato l’idea progettuale della scuola montebellunese. «NeXt è molto fiera della riuscita di questi laboratori. Le studentesse hanno capito appieno il significato della condivisione – spiega Chiara Medini, responsabile formazione e ufficio stampa di NeXt – Sono state molte le scuole con le quali abbiamo lavorato quest’anno. Ciascuna partiva da bisogni e problemi simili, ma declinati in modo diverso. A Montebelluna il problema era l’inclusione e le ragazze sono state affiancate nella soluzione di questa esigenza, seguendo le loro naturale propensione. Questa è l’economia civile: fratellanza, reciprocità, bene comune!»

Il progetto è partito dalla situazione interna alla classe, che viveva un profondo malessere dovuto a conflitti e divisioni al proprio interno e nel rapporto con gli insegnanti. Come hanno spiegato le studentesse della classe a Firenze: «Durante la fase iniziale del progetto ci è stato chiesto di riflettere sui nostri personali bisogni, ed è emersa l’esigenza di creare relazione tra di noi, riconducibile a quello che è un bisogno fondamentale per tutti i cittadini: l’inclusione. Ognuno di noi ha pertanto dimostrato la volontà di risolvere tali conflitti, di riunire la classe in un ambiente pacifico e di rispetto reciproco. Perché questo nostro bisogno potesse essere esternato, così da fornire uno stimolo di riflessione non solo a noi ma a chiunque volesse coglierne il significato, abbiamo deciso di rappresentarlo pubblicamente tramite un flash mob».

Lo scorso 11 marzo, nella piazza di Montebelluna, la classe ha rappresentato una versione vivente della famosa opera di Raffaello “La scuola di Atene”, dimostrando che, nonostante le singole diversità, in un gruppo coeso vengono valorizzate le qualità e le capacità di tutti creando un’armonia nuova.

«Per l’economia civile è fondamentale la persona – continuano le studentesse, che hanno voluto inquadrare il loro progetto nel contesto dell’economia civile – È il singolo cittadino che determina quali bisogni debbano essere soddisfatti, e i principi che la governano sono il senso civico e la fratellanza. Questo riconoscimento è solo la punta dell’iceberg, perché il nostro obiettivo è stato raggiunto portando a termine assieme il nostro percorso. Vogliamo ringraziare innanzitutto la nostra scuola che ci ha permesso di partecipare a questo progetto. È un nuovo inizio e siamo pronte ad affrontarlo».

Anche la dirigenza del liceo ha accolto con grande gioia la notizia del premio, mostrando soddisfazione per il percorso fatto dalla classe 4A. Il vicepreside Giuseppe De Bortoli ha commentato così il progetto e la partecipazione al Festival: «Crediamo che queste siano delle iniziative che sono in linea con lo spirito del nostro Istituto; inoltre il filone tematico del Festival si inseriva bene nell’indirizzo della classe e nel corso di studi del liceo. La scuola deve poter offrire queste occasioni agli studenti in modo tale che possano guardare fuori dalle loro quattro mura. Queste iniziative oltretutto rinforzano l’aspetto motivazionale, anche nello studio, e spesso hanno una ricaduta positiva anche nella formazione degli studenti. Quindi siamo contenti del fatto che questa classe abbia fatto un bel lavoro e ci ha fatto piacere che abbia colto l’occasione del concorso per andare oltre lo scopo iniziale del progetto».

La premiazione delle studentesse montebellunesi ha anche suscitato qualche ricordo ed emozione nel pubblico. Fra i numerosi presenti al Festival, si trovava infatti a Palazzo vecchio anche un’ex-alunna del Liceo Veronese, Rossella Marsala, ora laureata in sociologia presso l’università di Trento. «Torno a Trento portando con me tante belle parole: generatività, collaborazione, innovazione,  giovani, cultura e molte altre ancora – ci ha raccontato al termine del Festival – Il mio pensiero speciale va alle ragazze e ai ragazzi della 4A del liceo “Angela  Veronese”, che sono saliti sul palco del Festival con il loro progetto “La scuola di Atene”. Attraverso il loro coraggio e la loro perseveranza hanno affrontato con successo i problemi della separazione e dell’isolamento che spesso si provano all’interno delle classi.

I ragazzi vivono un periodo a volte difficile, come quello dell’adolescenza,  durante il quale le fragilità sono molte e possono portare ad un senso di spaesamento che può essere superato solo con l’incontro degli altri e l’aiuto reciproco. La 4A questo lo ha capito bene e, grazie al flash mob dell’11 marzo in piazza a Montebelluna, è riuscita a raccontarlo alla cittadinanza e a dimostrare una maturità ed una crescita non solo come singoli, ma soprattutto come gruppo coeso e collaborativo».

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